Eiaculazione precoce, quando la causa è psicologica!

Come sappiamo bene, l’eiaculazione precoce è una disfunzione sessuale molto comune che colpisce 1 uomo su 5, ma di difficile definizione o meglio di più definizioni e tipologie.  Nelle ultime ricerche, sono stati scartati vecchi criteri che si basavano sulla durata temporale del rapporto o che specificavano un numero minimo di penetrazioni. L’American Psychiatric Association ha definito l’eiaculazione precoce come quando l’orgasmo giunge in maniera inadeguata rispetto al criterio di “ragionevole controllo volontario”, considerando fattori come l’età, l’emozione data dal partner, la frequenza e la durata del coito.

La fase eiaculatoria (la raggiunta dell’orgasmo e la fuoriuscita dello sperma), intesa come momento finale di un rapporto sessuale, risente di diverse influenze:

  • Ambientali: intese come le condizioni e il luogo in cui si svolge il rapporto sessuali
  • Relazionali: intese come le caratteristiche della relazione di coppia
  • Psichiche e somatiche

Le cause dell’Eiaculazione Precoce possono essere divise in due fattori:

  1. fattori organici
  2. fattori non organici

Tra i fattori organici, i più importanti:

  1. urologici, quali brevità del frenulo prepuziale (il frenulo è la striscia di pelle posta sulla parte inferiore del glande e che lo unisce al prepuzio, cioè alla pelle che ricopre il glande quando il pene non è in erezione);
  2. una fimosi non serrata, cioè un difficoltoso ma possibile scorrimento del prepuzio sul glande, di modo che questo sia comunque scoperto quando il pene è in erezione;
  3. ma anche prostatiti.

Tra i fattori non organici:

  1. coscienza fortemente turbata nel momento più alto dell’eccitazione sessuale;
  2. l’associazione tra l’eccitazione ed alti livelli di ansia di difesa come una rimozione delle sensazioni erotiche. Questo tipo di difesa interferisce con i normali processi di apprendimento del controllo dell’eiaculazione;
  3. ansia legata alla prestazione sessuale come paura di eiaculare troppo presto o di perdere l’erezione;

In un’ottica Darwiniana, i nostri progenitori erano “programmati” per raggiungere l’eiaculazione e l’orgasmo in poco tempo, poiché l’attività sessuale era vissuta come un momento di
estrema vulnerabilità e concepita solo per la continuazione della specie, senza tener presente il piacere sessuale dell’orgasmo.  L’eiaculazione in tempi rapidi, quindi, era un’assoluta necessità per evitare pericoli.
Il modo in cui viene avvertita e vissuta l’attività sessuale varia nel tempo, e ciò è vero anche per l’eiaculazione. Attualmente nel mondo occidentale, dopo una fase di “consumismo orgasmico”, in cui si tendeva al rapporto più rapido, si è diffusa la ricerca di un’eiaculazione tardiva per poter portare all’orgasmo il proprio partner. Sempre in occidente, soprattutto per influenze religiose, la cultura di massa prevedeva che la donna non raggiungesse l’orgasmo e che, addirittura, non trovasse gradevole l’attività sessuale: in un simile contesto una eiaculazione precoce poteva risultare utile per l’equilibrio sessuale della coppia; in altre culture, ad esempio in alcune popolazioni africane, la propria virilità è dimostrata più con il numero di rapporti sessuali consecutivi che con il tempo necessario per raggiungere l’orgasmo.

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